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Egli nasce a Reggio Emilia dal conte Niccolò e da Daria Malaguzzi Valeri. Dopo avere seguito il padre in vari trasferimenti, inizia a Ferrara gli studi giuridici, che presto abbandona per dedicarsi alla letteratura.
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La prima edizione comprende quaranta canti. Ariosto però, in seguito alle sue riflessioni sulla lingua, si mette subito a correggere il testo cercando di eliminare i tratti padani (ferraresi) e si avvicina a quel toscano letterario che era diventato il suo ideale.
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Il poema ha grande successo e diffusione: viene ristampato 17 volte da editori milanesi, veneziani e fiorentini.
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Pubblicata pochi mesi prima della morte di Ariosto. I canti sono diventati 46. In quest'ultima revisione, anche per influsso delle "Prose della volgar lingua" di Pietro Bembo (1515), lavora per rendere ulteriormente elegante il linguaggio, togliendo forme dialettali e latinismi.
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