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Dipinta per una chiesa di Fabriano, incorpora i caratteri del gotico visconteo.
La madonna col bambino è accompagnata dai santi Nicola e Caterina, oltre che un donatore.
Eleganza, raffinatezza delle linee e lavorazione dell'oro.
Angioletti cherubini negli alberi. -
Concorso indetto dall'arte di Calimala, per la realizzazione delle porte per il battistero di San Giovanni a Firenze, in cui trovarono a sfidarsi i più bravi artisti di Firenze, tra cui Ghiberti e Brunelleschi. Entrambri avrebbero dovuto presentare du formelle mistilinee ritrenti le storie del Sacrificio di Isacco. Vinse Ghiberti, ancora legato alle forme del gotico. -
Nato a San Giovanni Valdarno (Arezzo).
Allievo di Masolino da Panicale.
Concretezza tridimensionale e studio delle anatomie -
Codice miniato trascritto da Michelino in occasione della recita del sermone per il funerale di Gian Galeazzo.
Gian Galeazzo è incoronato da Gesù bambino, a sua volta in braccio a Maria. Affiancato da 12 virtù e 8 angeli.
E' presente il biscione, simbolo dei visconti, anche accompagnato da un'aquila imperiale su campo oro.
Sfondo privo di spazialità. Emergono motivi e preziosimi tipici del gotico, ma in chiave più sinuosa e colorata, secodno il linguaggio di Michelino. -
Nasce a Genova -
Commissione nel 1408 che vede sviluppare 4 sculture realizzate da Donatello (san Giovanni), Nanni di Banco (san Luca), Niccolò Lamberti (san Marco) e Bernardo Ciuffagni (san Matteo).
Le sculture furono collocate nel 1415 sulla faccaiata ma rimosse nel XVI secolo, e poste all'interno del museo dell'opera del duomo.
Donatello e di Banco hanno un linguaggio più rinascimentale, Lamberti e Ciuffagni ancora legati al gotico. -
Donatello fu allievo del Ghiberti.
Realizzazione di un crocifisso per la chiesa di Santa Croce a Firenze.
Pieghe taglienti del perizoma assomigliano a quelle realizzate da Ghiberti nella porta del battistero. Il volto invece si distingue per il suo spiccato realismo e la forte espressività.
Fu realizzato un altro crocifisso da Brunelleschi (Santa Maria Novella) per competere con quello donatelliano. -
Collocato nella certosa di Chaupmol per il protettore dell'artista, il duce di Borgogna Filippo l'Ardito.
Monumento isolato sui 4 lati sopra cui è riposta la figura del gisant: solo le mani sono quelle originali, il resto è frutto di rifacimento.
Sui lati vi è una galleria di pleurants: figure incappucciate piangenti. -
Secondogenito di Gian Galeazzo.
Seppe rilanciare il ducato grazie alla creazione di una corte ancora fortemente legata al gotico internazionale. -
ero profeta della pittura di luce. Nasce a Sansepolcro (Arezzo). Allievo di Domenico Veneziano -
Breviario del duca Jean de Berry, nel quale sono riportate le preghiere da recitare nei mesi. Qui vi si trovano queste miniature corrispondenti ad ogni mese: nella lunetta in alto vengono indicati i segni zodiacale del mese, nelle caselle bianche dovevano essere collocati i giorni e i mesi. In basso invece vediamo una scena caratterizzante: nel caso del mese di aprile è riservata al fidanzamento e ritrae la classe obile della società.
Stile cortese (carattere laico e profano). -
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L'opera viene completata nel 1425.
Dipinta per la chiesa fiorentina di Sant'Ambrogio, oggi agli Uffizi.
Masaccio: angioletto, Vergine e bambino. -
Cappella nella chiesa fiorentina del Carmine che apparteneva al mercante Felice Brancacci.
Affrescata da Masolino, Masaccio e completata da Filippino Lippi -
Costruzione iniziata nel 1421.
Architettura pensata in termini geometrici e matematici.
Uso del vocabolario classico. -
dal 1403 al 1424 l'artiste si dedicò alla creazione della porta da porre nel battistero.
28 formelle con cornici mistilinee, 20 storie evangeliche + evangelisti e dottori della chiesa.
Stile vicino al gotico internazionale.
Incarna lo stile che nadav di moda a Firenze in quegli anni. -
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Affrescato in Santa Maria Novella (Firenze).
Architettura illusionistica, finge una cappella.
Prospettiva. -
Detto il Giambellino, nasce a Venezia nel 1430 ca.
Prese il meglio dei maestri che incontrò rielaborandolo in maniera originale.
Aveva frequentato la bottega di Gentile da Fabriano, per poi confrontarsi con le novità di Squarcione e Donatello. -
nasce a Messina nel 1430.
Porta in Italia la pittura ad olio e la maniera eyckiana.
Era stato allievo di Colantonio nella Napoli aragonese, dove ebbe modo di apprendere le nocità fiamminghe. -
Nasce ad isola di Caturo (Padova), inzia a lavorare a Padova nella bottega di Squarcione.
Nel 1448 è coinvolto negli affreschi per la Cappella Ovetari, con altri artisti. -
Illustra i caratteri principali della ittura fiamminga.
Pittura a olio: permette colori piu brillanti e resa naturalistica.
Descrizione nei dettagli.
Rappresenta una famiglia di mercanti lucchesi in una scena familare moderna, per commemorare il fidanzamento.
Assenza di tensione sentimentale. -
Completato nel 1440.
Realizzato per il palazzo di Cosimo de' Medici.
Sguardo verso il basso per incontrare quello dello spettatore. -
Prima a ferrara e poi a Firenze si tiene tra il 1438 e il 1439 il concilio per riunire la chiesa dell'impero romano d'oriente e occidente. Per l'occasione viene in Italia l'imperatore Giovanni VIII Paleologo, che viene ritrattao su una moneta rinascimentale da Pisanello. -
Erasmo da Narni, uomo d'armi e capo dell'esercito della Serenissima.
Ispirazione all'antichità. -
Nato ad Urbino -
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Conclusa nel 1450.
Virtuosistica prova di prospettiva. -
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Presso il duomo di Monza si sceglie di dedicare un ciclo di affreschi alla regine Teodolinda (la città le era ancora molto devota).
45 scene disposte su 5 registri, vita trasfigurata come se fosse un romanzo cavalleresco.
Vita di corte, signorile, stile lontanissimo dalla realtà.
Data indicata sulle mura merlate e attribuito al team della famiglia Zavattari, che aveva una bottega di pittura e aveva lavorato al duomo. -
Scolpito all'interno del suo mausoleo in Santa Croce a Firenze.
Bruni era stato cancelliere per la Repubblica di Firenze dal 1427.
Monumento all'antica. -
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Iniziata nel 1458.
Ferrara guidata dagli Estensi: nascita della scuola pittorica ferrarese.
Parte di una serie di 9 muse, destinata alla residenza degli estensi.
Guarino da Verona elabora il programma del ciclo.
Temperamento estroso -
Guerra civile per il trono d'Inghilterra combattuta da due casate, York e Lancaster.
I Lancaster vinsero, incoronando Enrico VII primo sovrano tudor. -
Due progetti diversi: uno di Leon battista Alberti e l'altro di Matteo de' Pasti: ne deriva la divergenza di stili tra interno ed esterno.
Completato nel 1457, la facciata rimane incompleta.
Costruito su richiesta di Sigismondo pandolfo Malatesta, signore di Rimini, appassionato di lettere e cultura antica. -
Combattuta tra Francia e Inghilterra, vinta dalla Francia sotto la guida di Giovanni D'Arco con l'assedio di Orleans.
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Tregua agli scontri regionali in Italia.
Nascita della Lega Italica: riuniva Repubbluca di Venezia, Ducato di Milano, Stato della Chiesa, Repubblica di Firenze, Regno di Napoli e stati minori. -
Iniziata nel 1457, per la chiesa di San Zeno a Verona.
Simulazione di uno spazio architettonico unificato.
Gusto antiquario, decorazione squarcionesca. -
Stile padovano.
Variante della pietà di Donatello scolpita nell'Altare del Santo.
Luce calda che leviga le forme.
Borgo dell'entroterra veneto sullo sfondo. -
Marsuppini fu cancelliere della Repubblica dopo Bruni.
Sorta di tomba gemella a quella di Bruni, in Santa Croce.
Cura dei dettagli. -
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Iniziata nel 1472 per Urbino.
Duca Montefeltro ritratto in primo piano.
Rigorosa composizione prospettica, spazio all'antica.
Uovo di struzzo per accentuale la tridimensionalità. -
Iniziata nel 1465. Camera all'interno del palazzo ducale di Mantova.
Scene quotidiane di corte rappresentate in un finto loggiato coronato di festoni.
raffigurazione di Ludovico Gonzaga con la corte e i famigliari.
Soffitto con oculo prospettico. -
Ritratto, radice fiamminga, emerge dal fondo scuro di tre quarti.
Conservata a Palermo -
Realizzato per la chiesa fiorentina di San Salvi.
Formato piramidale.
Accentuata gestualità delle figure.
Angelo realizzato da Leonardo. -
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Sisti IV istituisce la biblioteca vaticana e nomina il Platina (Bartolomeo Sacchi) direttore bibliotecario.
Scena di corte, carattere celebrativo, linguaggio architettonico rinascimentale.
Papa accompagnato dai familiari (famoso per il nepotismo).
iscrizione anneggia alla grandezza della biblioteca.
Pensato per una visione da sotto in su.
Michelozzo da Forlì: noto esperto di prospettiva. -
Nasce a Castelfranco, Veneto.
Muore a venezia nel 1510: le notizie della sua attività in laguna sono scarsissime.
Diede una svolta decisiva alla pittura veneziana. -
Madonna e Bambino con i santi Francesco, Giovanni Battista, Giobe, Domenico, Sebastiano e Ludovico.
Assetto simile alla Pla di San Cassiano di A. da Messina.
Abside moderna che mette in risalto le radici bizantine dei mosaici veneziani. -
Innalzata verso il 1477 ed edificata sotto la direzione di Giovannino de' Dolci, per la volontà di Sisto IV.
per gli affreschi delle pareti furono arruolati: Ghirlandaio, Botticelli, Cosimo Rosselli e Perugino (Consegna delle chiavi). -
Commissionata nel 1481 per la chiesa di San Donato a Scopeto (FI).
Realizzò solo una bozza: grande disegno.
La vicenda biblica è narrata in maniera innovativa: gruppo della madonna al centro e i magi disposti attorno.
Disegno preparatorio dell'architettura. -
Iniziata nel 1478.
Venere al centro, circondata da Clori, Zefiro, la Primavera (Clori trasformata), Cupido bendato, tre grazie e Mercurio.
Cura nella resa delle specie vegetali. -
Raffaello Sanzio nasce ad Urbino, figlio di Giovanni Santi, pittore attivo alla corte dei duchi Montefeltro.
Lavorò alla bottega di Perugino dal 1497 e ne apprende efficacemente la lezione: nei primi di anni di attività le sue opere richiameranno molto quelle del maestro (es. Crocifissione di san Domenico) -
A Milano Leonardo era al servizio della corte di Ludovico Maria Sforza (il Moro), fino al 1499 quando Milano fu conquistata da Luigi XII.
Progetta il monumento equestre di Francesco Sforza (mai portato a compimento).
Studiò sistemi di chiuse utii per la navigazione nei naviglii (Conca dell'Incoronata). -
Iniziata nel 1482. Nascita di Venere, che approda sull'isola di Cipro. Spinta da Zefiro abbracciato ad una ninfa, accolta da un'ancella nelle vesti della Primavera.
Rinuncia alla prospettiva.
Rinuncia alla materialità. -
Per la Confraternita dell'Immacolata Concezione, commissionata nel 1483.
Due versioni: una del Louvre, datata 1485 + una della natonal Gallery, datata 1494-1508.
Composizione piramidae, uso dello sfumato. Immagine intima e incantata.
Nella seconda l'atmosfera è più limpida -
Fece fortuna nella Roma dei papi: ricevette la carica di piombatore delle bolle pontificie.
Nel 1511 conobbe il ricco mercante Agostino Chigi, che era in visita a Venezia: decise di invitarlo a Roma, così la sua carriera proseguì nell'Urbe. -
Nascita tra il 1488-1490, in un'agiata famiglia di Pieve di Cadore (nei confini della serenissima), intraprese la carriera di pittore a Venezia, legandosi a Giorgione.
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Soprannome di Antonio Allegri, originario di Reggio Emilia.
Fu il primo in Lombardia a cominciare la Maniera moderna.
Importanza dei lavori di Raffaello in Emilia per diffondere la grazia delle sue figure. -
Otenne la commissione nel 1485 da Giovanni Tornabuoni.
Cappella all'interno di santa Maria Novella. Il programma prevedeva le storie dell Vergine e San Giovanni Battista.
Accurata descrizione di scene domestiche (natività della Vergine e di San Giovanni).
Registro antiquario. -
Attento studio dell'anatomia.
Luce netta e risolutaTono caldo e deciso della luce.
Segnato dalle esperienze di Piero della Francesca. -
Iniziata nel 1490.
Ispirazione donatelliana nello stiacciato e dal muscoloso Gesù. -
Commissionato dal nipote Giuliano della Rovere (Giulio II).
Stava in origine all'interno della cappella dedicata al pontefice nella basilica di San Pietro.
Tomba isolata su 4 lati. Sisto sdraiato al centro circondato da stemmi araldici e figure di virtù + ciclo di immagini allegoriche di arti liberali nel catafalco. -
Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico e l'esilio del figlio Pietro a Savonarola spetta il compito di governare la città, che rischia di cadere nella teocrazia.
S. detestava le sculture antiche e i temi pagani: avvenne un rogo delle opere peccaminose nel 1497.
I seguaci di Savonarola presero il soprannome di "piagnoni", per via della vita austera e delle pratiche penitenziali. -
Con savonarola Botticelli passò dal neoplatonismo al misticismo.
Pala d'altare di rigore assoluto.
Carattere bidimensionale.
Santi Girolamo, Paolo e Pietro -
Nascita a Venezia delle "scuole", confraternite ispirate a fini di devozione.
Parte di una serie di teleri realizzati per la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.
Il dipinto si riferisce ad un miracolo accaduto nel 1444 a Jacopo de Salis.
Realistica veduta di Piazza San Marco: si inaugura la predilezione veneziana per la veduta. -
Monumento commissionato nel 1480 dalla Repubblica di Venezia per rendere onore al condottiero.
Modello a grandezza naturale completato da Alessandro Leopardi doo la morte di verrocchio (1488).
Va oltre l'esempio del Gattamelata: resa espressiva del volto e dinamismo dell'animale. -
Nella parete principale del refettorio di Santa Maria delle Grazie.
Utilizzò una tecnica particolare ma inadatta, che ha lasciato che il dipinto deteriorasse con il tempo.
Luce soffusa, rigore spaziale, gruppi piramidali.Novità nella scelta del tema e come viene trattato.
Gestualità ed espressività, resa dei moti dell'animo.
Confronto con "Ultima Cena" di Ghirlandaio. -
Commissionata dal cardinale Jean Bilheres de Lagraulas (ambasciatore francese a Roma) per la Cappella di Santa Petronilla in San Pietro.
Michelangelo aveva scelto un blocco di marmo a Carrara nel 1497.
Il soggetto deriva dai vesperbilder nordici ma qui risalta una pienezza di forme scultoree.
L'opera voleva apparire ex uno lapide.
L'opera reca una firma "il fiorentino michelangelo buonarroti faceva" = allude alla continua perfettibilità dell'arte.
Annuncia il secolo della Maniera Moderna. -
Ritratto di Lisa Gherardini, moglie del fiorentino Francesco del Giocondo.
La tavola fu lasciata imperfetta e qundi non fu mai consegnata al committente: Leonardo la porò con sè per il resto della vita.
Principali elementi della pittura di Leonardo.
Espressività intesa a rendere i moti dell'animo. -
Soprannome di Francesco Mazzola, nato a Parma, proveniva da una famiglia di pittori.
Prende le mosse dalla pittura di Correggio, dalla quale però si evolve in uno stile personalissimo.
Artista saturnino, dallo spirito capriccioso.
Nella foto: autoritratto realizzato nel 1524, si ritrae con estremo virtuosismo. -
Confronto con le opere di Perugino.
Stava in origine a Città di Castello in una cappella dedicata a san Giuseppe.
Firma e data sull'edificio nello sfondo. -
Nel 1501 gli operai della Cattedrale di Firenze commissionarono quest'opera da collocare in uno dei contrafforti del Duomo.
Successivamente fu deciso di ricollocarlo davanti a Palazzo Vecchio.
Significato politico della statua: simbolo della libertà dello Stato.
Michelangelo lo raffigura come un giovane atleta completamente nudo e teso, pronto all'azione: alternanza tra parti in tensione e rilassate. -
Raffaello a Firenze ebbe sicuramente modo di ammirare un cartone con la "Madonna, il Bambino, Sant'Anna e San Giovannino" di Leonardo.
Nome a seguito dell'uccellino che Giovannino tiene in mano.
Commissionata dal mercante Lorenzo Nasi.
Impostazione iramidale e gentili ammiccamenti.
La testa che scarta di Maria e Giovannino fanno pensare a Michelangelo.
Confronto con la tavola della Sacra famiglia Canigiani (1507). -
le esperienze fiorentine si intrecciarono con il proseguio delle attività per l'Umbria e delle Marche.
Qui seppe dimostrare di evolvere rispetto alla lezione del maestro.
Nel 1508 fu chiamato a Roma da papa Giulio II -
Durer ritorna a Venezia, dopo aver già soggiornato tra il 1494/95.
Dipinge una pala per la chiesa di San Bartolomeo in Rialto, raffigurante la Festa del Rosario, commissionata dal mercante Jacob Fugger.
Nel dipinto si autoritrae a destra, con una folta chioma rossa. -
Scarto con le opere del periodo lombardo.
Costruzione avviata nel 1500.
Edificio a pianta centrale nel centro del chiostro del convento francescano di San Pietro in Montorio.
Aspetto sobrio e sfrontatamente classico.
vano centrale sormontato da una cupola che doveva richiamare quella del Pantheon. -
Commissionata dal banchiere Agnolo Doni.
Michlangelo era convinto del primato della scultura sulla pittura i suoi dipinti ci appaiono come una traduzione delle sue statue.
Forma tonda: diffusione del formato nelle case fiorentine dell'epoca.
Sacra famiglia e pose eccentriche e innaturali (Vergine).
Nudi sullo sfondo: omaggio ad alcune sculture antiche (Laocoonte). -
Apprteneva al nobile veneziano Marcantonio Michiel.
Paesaggio illuminato dal bagliore in fulmine; importanza del paesaggio.
Una donna siede ad allattare il bambino sotto gli occhi di un giovane: metafora di Adamo, Eva e la loro cacciata dall'Eden. Metafora della condizione umana. -
Venere ritratta nuda e dormiente, posa ispirata all'antico.
Commissionato in onore del matrimonio tra Girolamo Marcello e Morosina Pisani nel 1507.
Mise a punto un modello per esatare la bellezza femminile. -
Giulio II fece restaurare una serie di appartamenti da Bramante, nel 1508 iniziarono ad essere affrescati: Raffello si conquistò l'intera commissione.
Dovette affrescare 4 sale (Eliodoro, Costantino, Incendio di Borgo).
Stanza per il tribunale della Segnatura apostolica, avrebbe dovuto ospitare la biblioteca di Giulio II.
Assetto all'antica della volta.
4 figure allegoriche: teologia, giustizia, filosofia e poesia nelle figure della volta e nelle lunette sottostanti. -
Impegnò Michelangelo dal 1508.
Interpretò la pittura come scultura, decorazione articolata e ambiziosa.
Storie della Genesi al centro, 12 veggenti (7 profeti + 5 sibille), nelle vele e nelle lunette gli antenati di cristo, e negli angoli 4 Storie dell'antico testamento. -
Le storie in questa stanza dovevano essere uno monito per i nemici della Chiesa: la famiglia Bentivoglio e re Luigi XII volevano deporre Giulio II.
Linguaggio drammatico, segnato da Michelangelo e dalla pittura veneziana.
Volta: 4 storie dell'antico testamento.
Nelle lunette: cacciata di Elidoro d'Antiochia, Messa di Bolsena, Liberazione di San Pietro dal carcere, Incontro tra Attila e Leone Magno.
(1511-1513) -
Nel 1513 Piarma fu annessa allo Stato della Chiesa da Giulio II.
Commissionata per la Chiesa di San Sisto a Piacenza.
Pitture divise in tre parti: Madonna con Bambino, San Sisto e Sata Barbara.
Fantasia di Mantegna nelle ali colorate, colore di Tiziano nella fosera del piviale, grazia complicata di Santa Barbara che somiglia a ai modi del manierismo.
Nel volto di Sisto si riconosce quello di Giulio II. -
Dipinto tra il 1514-1515.
Due figure femminili e un Cupido al centro.
Interpretazione moraleggiante che ha fatto pensare all'amor sacro (figura nuda) e all'amor profano (figura vestita).Il dipinto deve essere collegato alle nozze tra Nicolò Aurelio e Laura Bagarotto: dipinto nuziale che vede Venere e Amore accompagnare la sposa.
Figure solide e monumentali e sarcofago attestano un'interesse per l'antico. -
Scolpito per il giardino del palazzo del mercante fiorentino Giovanni Bartolini.
Il mito antico è trattato in modo diverso: è innervato di movimento, posa serpentinata, grazia raffaellesca. -
Doveva appartenere alla tomba di Giulio II in San Pietro in Vincoli (dove tutt'ora si trova), un monumento che in origine doveva essere maestoso e che occupò Michelangelo a lungo con una serie di variazione al progetto originale.
Questo doveva essere corredato di statue sui vari livelli: una di queste era il Mosè.
Il mosè fu scolpito dopo che gli eredi di Giulio II rilanciarono la commissione. -
Giulio de Medici (Clemente VII) volle commissionare due pale d'altare per la Cattedrale di Narbonne (FR).
Sebastiano godeva del sostegno di Michelangelo, che forniva dei disegni.
Notturno reso con bellissimi accostamenti di colore, volontà di ridurre la composizione alle sole figure della Vergine e Gesù.
Sintesi tra colore veneziano e disegno fiorentino. -
Nel covento benedettino di San Paolo a Parma, voluta dalla badessa Giovanna di Piacenza.
Dea Diana affrescata sul camino, naturalistico pergolato nella volta.
Coppie di putti intenti a giocare negli ovali, accompagnati da animali.
Lunette illusionistiche alla base con statue che rinunciano alla perfezione anatomica della statuaria classica (le Tre Grazie).
Correggio deve essersi aggiornato sulle opere raffaellesche a Roma (loggia di psiche in Villa Farnesina). -
Fu richiesta per la Confraternita della Croce di Giorno.
Grande pala; croce geometrica e solida, piantata in un paesaggio desolato.
Cielo astratto, azzurro.
Figure dipinte come forme pure ede essenziali, geometrizzazione.
tre scale asimmetriche tra loro, composizione instabile.
Il Rosso punta tutto sulla figura umana ma rinuncia ai muscoli michelangioleschi.
Umanità esasperata e diabolica. -
Sulle pareti sono narrati 4 episodi della vita dell'imperatore, affiancate da figure di pontefici.
Sono pensate come grandi arazzi; pose ardite e complicate; pittura di Michelangelo portata agli estremi. -
Prima opera pubblica di Correggio a Parma.
Commissionata nel 1520 dall'abate Girolamo Spinola.
Ispirazione all'oculo di Mantegna nella Camera degli Sposi.
Tridimensionalità resa solo attraverso le figure.
Al centro figura di imporonta michelangiolesca e sotto di questa una serie di uomini: si tratta di una "parusia".
Grazia raffaellesca e uso sapiente della luce.
San Giovanni con l'aquila. -
Dipinta a partire daò 1526 per la famiglia Capponi e collocata nella chiesa di Santa felicita.
Priva di fondale architettonico e costituita da 11 figure avvinte in un nodo indistricabile.
Ispirati alla volumetria dei corpi di michelangelo, ma gonfi d'aria e privi di muscoli.
Colori da tonalità rare e accese.
Linguaggio stravagante di Pontormo. -
Commissionata da Alberto Pratonieri nel 1522 per la Chiesa di San Prospero a Reggio Emilia.
Confronto con l'opera "Il Giorno", realizzata nel 1528.
Figure disposte in diagonale che emergono dall'oscurità grazie alla luce intensa del Bambino.
I mirabili effetti di luce giustificano i nomi delle due pale. -
Per la chiesa di Carmignano.
Fondale essenziale + 4 donne.
Vesti colorate e gonfie. Maria abbraccia Elisabetta mentre le altre due figure guardano verso di noi. -
Giulio Romano divenne cittadino mantovano e avviò questo progetto.
Dimora suburbana costruita ai margini della città, sull'isola di Teieto.
Nacque per gli svaghi di Federico e Isabella Boschetti e per grandi ricevimenti di corte.
Organizzato su una pianta quadrata intorno a un cortile centrale. Predilezione per bugnato rustico e serliane.
Giulio romano si occupò anche degli affreschi: "storia di amore e psiche" e "caduta dei giganti". -
Impresa iniziata nel 1520.
Musoleo progettato per accogliere le tombe di Giuliano e Lorenzo de'Medici, zio e padre di Leone X, dentro la chiesa di San Lorenzo (FI).
Pianta quadrata chiusa da cupola.
Riscrittura della tradizione: non si puo dire dove l'architettura diventa scultura e viceversa.
Michelangelo rombe con la tradizione dei monumenti funerari precedenti.
Tombe: tre nicchie, con statua del defunto al centro + sarcofago coronato da 2 figure (notte, giorno, aurora, crepuscolo). -
Pala commissionata nel 1534 per la cappella della famiglia Baiardi nella chiesa dei Servi di Parma.
Eleganza aristocratica e astrattiva, tanto che allunga le figure, come il bambino e il collo di Maria.
Fu installata dopo la morte del pittore, infatti è rimasta incompleta. -
Affresco realizzato per volontà di Clemente VII, ma fu eseguito solo con il suo successore Alessandro Farnese (papa Paolo III).
Per il Giudizio Universale furono distrutti 3 affreschi di Perugino.
Lunga fase progettuale che durò fino al 1536.
Viene portato alle estreme conseguenze lo studio di nudi possenti e articolati. Nonostante ciò l'opera è chiara e leggibile.
Cristo giudice, san bartolomeo con la pelle,Caronte, Minosse. Figure censurate da Daniele da Volterra. -
Cellini (orafo) giunge dalla Francia nel 1540.
Al servizio di Francesco I iniziò a confrontarsi anche con la scultura.
Gli fu assegnata la decorazione del principale accesso al castello di Fontainbleau, la Porte dorèe.
Lunetta in bronzo, con una ninfa distesa in una posa michelangiolesca. è la divintà della fonte. -
Impegno avviato fin dal 1505. Nel 1532 stipulò un nuovo contratto con la famiglia Della Rovere per concludere l'opera. Innalzato nella chiesa di San Pietro in Vincoli. Il monumento sarebbe stato inaugurato solo nel 1545. Versione finale meno grandiosa di quella iniziale.
Tomba parietale su due registri, al centro il gisant e sopra di esso la Madonna col bambino. Ai lati una sibilla e un profeta. Nelle nicchie due figure dall'antico Testamento ma anche allegorie della vita contemplativa e attiva. -
Costruito a partire dal 1537, fa parte di altri tre edifici progettati da Sansovino a Venezia.
Edificio quadrato realizzato in pietra d'Istria.
Facciata su tre registri. Uo del bugnato sul livello inferiore e sulle colonne doriche soprastanti.
Ordini classici rielaborati secondo la maniera: il motivo del timpano è inserito a coronare le finestre, dentro le due colonne ioniche (secondo piano).
Appare come un robusto forziere. Accoglie la libreria Marciana. -
Gruppo scolpito originariamente per ospitare la sepoltura dell'artista.
Intreccio di figure, Michelangelo volle ritrarsi nel Nicodemo.
Non finì mai questa scultura. -
Andrea Palladio è uno dei maggiori architetti di ville del '500.
Rielaborazione ordinata e razionale dell'architettura antica.
Costruita a partire del 1556 per Leonardo Emo a Fanzolo.
Corpo centrae simmetricamente affiancato da barchesse.