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Nel 27 a.C. comincia a scrivere l'Ab Urbe Condita, narrazione anno per anno della storia di Roma dalla fondazione della città alla morte di Druso nel 9d.C. Dei 142 libri è sopravvissuta la prima decade (monarchia e alta repubblica) e i ll. 21-45. Simpatizza per gli ideali repubblicani anche se riconosce ad Augusto il merito di aver posto fine alle guerre civili. La storia, magistra vitae in quanto fonte di exempla, è letta secondo parametri moralistici (rimpiange l'integrità dei costumi passati)
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Dopo il 20 pubblica gli Amores (elegie) e le Heroides (lettere di eroine abbandonate: ex. Arianna, Medea). Tra 1a.C. e 1d.C si collocano l'Ars Amatoria, i Remedia Amoris e poi i 15 libri di Metamorfosi, poema che racconta, secondo un filo cronologico, 250 vicende mitico-storiche (ex. Apollo e Dafne; Narciso e Eco; Aracne e Minerva; Dedalo e Icaro; Orfeo e Euridice). Nell'8 è esiliato a Tomi da Augusto per uno scandalo di corte. Lamenta la sua condizione nei Tristia e nelle Epistulae ex Ponto.
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Ebbe una sola figlia: Giulia, la quale fu data in sposa poi al figlioccio Tiberio, suo successore.
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Adottato da Augusto nel 4, in gioventù si distinse per la sua forza militare, poi operò una serie di riforme e puntò alla difesa dei confini, anche grazie al nipote Germanico. Quando G. morì, T. favorì l'ascesa del prefetto del pretorio SEIANO, che però dimostrò di volere il regno e T. lo destituì e lo fece uccidere.
Il regno di T. fu caratterizzato da un clima di sospetti e illegalità: T. faticò sempre ad accettare il suo ruolo, metà tra gens Iulia/Claudia
Durante il suo consolato ci fu GESÙ. -
Incertezza sulla vita (da Tacito) -> morto da Nerone
elegantiae arbiter: esteta, verso i piaceri.
Satyricon: romanzo -> Storia d'amore, viaggio (manca inizio e fine)
Encolpio, Gitone, Ascilto - Agamennone, Trimalcione, Eumolpo
da Pozzuoli a Crotone
Poetica: realismo (quod facit populus): pluristilismo, tratta sesso in maniera schietta (epicurea -> piacere).
no intenti morali: raccontare vita.
Testi: disputa -> vs asianesimo PETRONIO
Cena: lusso liberto arricchito
lupo: rif. a Virgilio -> satira -
Al contrario di T. (recupero virtus) voleva portare il modello assolutistico orientale: princeps come divinità. Per questo umiliò la classe senatoria, cercando invece consensi tra il proletariato (con spettacoli e ludi).
Figlio di Germanico, lo volle riabilitare propagandando i testi di quelli che erano stati condannati, come Cremuzio Cordo.
Era molto stravagante e visto molto male dalla classe senatoria, venne ucciso da una congiura di palazzo. -
Un genere: l'epigramma (vs epos: brevità, linguaggio scherzoso e contenuti)
Intento: ritrarre realtà vita quotidiana -> suscitare il riso del lettore
Vs satira: non prendere di mira persone specifiche ma solo i vizi (senza intenti moraleggianti)
Temi: vari, sia personali che occasioni pubbliche
Lingua spesso quotidiana con termini realistici o volgari
Grande attenzione a gusti pubblico -> vuole far successo (adulazione imp. per mecenate ma mai soddisfatto)
Catullo: leggerezza
Fulmen in clausula -
PHARSALIA: poema epico storico (ma in distici non in esametri) -> incompiuta: 10 libri, dovevano essere 12, ma si suicida
Tema: la guerra civile (fratricida -> verso la fine di Roma) - Anti-Virgilio (contrario di Eneide: no eroe, divino ma magia e morte temi centrali)
Personaggi: Catone (Stoico), Cesare (fulmine, furor), Pompeo (vecchia quercia, immobilità)
elogio a Nerone, probab. ironico
Gusto per l'Horror: da zio Seneca, riti necromanzia/macabri
Stile: pathos, incalzante -
Zio di Caligola, studioso e scrittore di molte opere (allievo di Livio). Seneca lo descrisse come uno sciocco, beone (Apokolokyntosis) succube delle due moglie Messalina e Agrippina
C. cercò sia di riprendere i valori tradizionali (T.) sia di consolidare la figura del princeps (C.), rafforzando la coorte pretoria, guardia del corpo del princeps. Ciò mirava soprattutto a diminuire il potere delle famiglie senatorie.
Claudio morì avvelenato dalla moglie Agrippina, per favorire ascesa di Nerone -
Dispotico ed egoncentrico, salì al trono a 17 anni grazie alla madre. All'inizio fece una politica filosenatoria, guidato da Seneca e Afranio Burro, ma dal 58 in poi riprese il percorso verso l'assolutismo orientale di C., osteggiando la classe senatoria. Quindi uccise la madre, 59, e si liberò di Seneca, 62, abbandonandosi agli eccessi. Nel 65 scoprì una congiura intenta da Pisone. La condanna comportò la morte di Seneca e Lucano. Nel 66 uguale anche a Petronio.
Si suicidò nel 68, dopo rivolte -
SATIRA: da lanx satura -> vassoio con molti alimenti di vario genere offerto agli dei. INVENTATO DAI ROMANI (Satura quidem tota nostra est, Quintiliano)
Obbiettivo: colpire comportamento persone e vizi -
Dopo il suicidio di Nerone, 9 giugno 68, l'impero verteva in una situazione di caos. Dopo di lui fu nominato:
GALBA, esponente della nobilitas senatoria, poi assassinato il 15 gennaio 69;
OTONE, appoggiato dai pretori e sostenitore della monarchia assoluta, poi suicidatosi il 15 aprile;
VITELLIO, appoggiato dall'esercito, ucciso il 20 dicembre;
e, infine, il 22 dicembre VESPASIANO, che allora era impegnato nella rivolta giudaica in Palestina, iniziando così la dinastia dei Flavi -
Avendo modeste origini (HOMO NOVUS: nato a Rieti), non era legato a nessun prestigio degli avi, così, per avere stabilità, ottenne il riconoscimento giuridico del suo ruolo. Ciò, definendo il suo campo d'azione, lo portò a coesistere con il senato, arricchito degli esponenti delle province.
Così Vespasiano, rifiutando sfarzo ed eccessi, avviò un periodo di restaurazione amministrativo, economico e militare, riportando la pace e l'ordine nell'impero: ROMA RESURGENS.
Morì improvvisamente nel 79. -
Figlio di Vespasiano, era molto conosciuto a Roma anche prima della morte di questo sia come valoroso generale (fine guerra giudaica e distruzione Gerusalemme) sia come spietato prefetto del pretorio.
Diventato princeps, continuò sulla linea del padre, tenendo un buon rapporto con il senato. È noto per la sua bontà, le opere pubbliche a Roma e per la generosità nel soccorrere la popolazione in due eventi disastrosi: l'eruzione del Vesuvio del 79 e l'incendio di Roma dell'80.
Morì di malattia 81 -
Succeduto al padre, Domiziano riprese il modello autocratico di Caligola (si fece chiamare dominus et deus),Per questo osteggiò il Senato. Favorì però solo la tradizione romano-italica e osteggiando, talvolta perseguitando (cristiani 93-95), le filosofie orientali.
Eccentrico e solitario, fu comunque in grado di rinforzare i confini e l'economia del paese.
Alla fine il 18 settembre 96 morì per una congiura del Senato, con lo sdegno dei soldati che lo divinizzavano -
Anziano esponente della nobilitas romana, ebbe il fondamentale ruolo di ricreare i legami tra senato e princeps. Anche se per poco tempo, agì con accortezza, portando una grande innovazione: il principato per adozione, ovvero ogni princeps doveva scegliere, ancora vivo, il successore, che poteva essere anche della plebe. Inoltre fermò la pers. contro i cristiani e fece rientrare gli esiliati. Per questo è ricordato come un portare di libertà e apripista del secolo d'oro che lo seguirà. Morì 98
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Ufficiale di origine spagnola, fu adottato da Nerva. Non osteggiò il senato in quanto questo era ormai per lo più formato da provinciali che lo favorivano: finirono così le nostalgie repubblicane. Con Traiano:
-impero al culmine dell'espansione
-vasto programma di lavori pubblici
-grazie a riforme, grande sviluppo province
Iniziò quindi uno dei periodi più floridi e felici dell'impero Romano.